Le proprietà curative delle acque di Montecatini sono note fin dall’epoca romana anche se le prime notizie certe sulle sorgenti risalgono al XV secolo, quando Ugolino Simoni, celebre medico e fondatore dell’Idrologia medica italiana, ne studiò le acque pubblicando i risultati delle sue ricerche nel trattato “De Balneorum Italiae proprietatibus” (1417). Nell’opera, l’autore elenca e commenta con estrema precisione anche le proprietà terapeutiche delle acque delle Terme di Montecatini in maniera ancora oggi chiara e valida. Verso la metà del 1700 il granduca Leopoldo di Toscana gettò le basi per la canalizzazione delle acque termali e l’edificazione degli stabilimenti per le cure (da cui l’etimologia delle sorgenti e degli edifici), mentre risale al periodo fra la fine dell’800 e i primi del ‘900 l’impostazione dello studio delle acque di Montecatini su basi scientifiche moderne.
Le fonti delle Terme di Montecatini sono alimentate da 4 sorgenti che danno il nome ad altrettante differenti acque: Leopoldina, Regina, Tettuccio e Rinfresco. Le sorgenti nascono da una falda a 60-80 metri di profondità e durante il loro viaggio verso la superficie si arricchiscono progressivamente dei sali minerali che conferiscono loro il caratteristico sapore salino. L’acqua che scorga dalle fonti è batteriologicamente pura, infatti, lungo il suo tragitto nel sottosuolo, essa viene filtrata e depurata dai depositi di calcare, diaspri, macigno e argilla. Per tali caratteristiche le acque di Montecatini rientrano nel gruppo delle salso-solfate-alcaline, essendo costituite prevalentemente da solfati e cloruri di magnesio e sodio. Questi componenti, che ritroviamo anche nei liquidi organici, ne determinano una spiccata fisiologicità, pertanto quando l’organismo assorbe queste acque non fa nessuna fatica nella loro elaborazione. Inoltre, contengono litio, iodio, potassio, calcio, silicio, zolfo e fosfati..
Le acque sono suddivise in acque forti (Leopoldina), medie (Regina) e deboli (Tettuccio e Rinfresco).
Le acque Leopoldina e Rinfresco sono utilizzate per la fango-balneoterapia, mentre per la terapia inalatoria si usa l’acqua Leopoldina; tutte e quattro possono essere assunte per bevuta per la cura, cosiddetta, idropinica.
La cura idropinica, ovvero la bevuta delle acque termali, è la terapia storica delle Terme di Montecatini, basti pensare che le proprietà delle acque erano già conosciute ai tempi dei romani, e serve a curare tutte quelle patologie legate a un cattivo funzionamento dell’apparato gastroenterico (dispepsia, stipsi, intestino irritabile).
Effetti e caratteristiche delle acque:
Acqua Leopoldina: agisce sulla peristalsi intestinale ed è indicata per i casi di stipsi cronica.
Acqua Regina: ripristina il corretto flusso di bile dal fegato all’intestino, è quindi indicata nei casi di insufficienza epatica e nelle disfunzioni delle vie biliari.
Acqua Tettuccio: favorisce la depurazione del fegato ed è utile nel dismetabolismo del colesterolo. Ha la funzione di stimolo sulla secrezione e sullo svuotamento gastrico ed è quindi indicata nella gastrite cronica iposecretiva, nella dispepsia funzionale e nel colon irritabile.
Acqua Rinfresco: diuretica, favorisce l’eliminazione delle scorie attraverso le vie renali e ripristina i sali perduti durante l’allenamento sportivo.
